Dedicato a tutti coloro che lo danno per spacciato !

lunedì 4 luglio 2011

E' TEMPO DI BILANCI !

A tre anni dal suo insediamento, ecco l'elenco delle cose realizzate dal nostro governo

mercoledì 11 maggio 2011

Gabicce mare, Pesaro, Fano, Mondolfo, Senigallia, Ancona Portonovo, Sirolo, Numana , Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova Marche, Porto Sant'Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto Del Tronto.

Uno bambino della scuola elementare potrebbe dirci che si tratta della lista dei comuni marchigiani che si affacciano sull'Adriatica. Sarebbe però caduto nella svista di non essersi accorto che mancano i comuni di Falconara e.....Montemarciano.
Ebbene l'elenco di cui sopra è invece l'elenco dei comuni rivieraschi che, anche quest'anno, hanno ricevuto LA BANDIERA BLU.
Mancano comunque sempre i comuni di Falconara e Montemarciano.

Giustificazione:

Falconara ha la raffineria dell'Api, noi abbiamo la giunta Serrani, e, precedentemente, le giunte Cingolani e Raffaelli.

Ognuno ha ciò che si merita .......

sabato 30 aprile 2011




IL MANDANTE (Prof. Asor Rosa) 
GLI ESECUTORI (ieri a Napoli contro il candidato sindaco del PDL)                 
                                                                                                                                                                                      

giovedì 28 aprile 2011

UMBERTO ECO VUOLE ISTITUIRE I CAMPI DI RIEDUCAZIONE DI POLPOTTIANA MEMORIA.

Umberto Eco su Silvio Berlusconi ne ha dette di tutti i colori. L’ultima volta, e si tratta soltanto di due mesi fa, arrivò addirittura a paragonare Berlusconi ad Hitler. Una follia e un delirio davvero sconcertanti.

Oggi Eco è tornato. Dalle pagine del Manifesto, arriva a criticare Asor Rosa e la sua proposta del colpo di Stato per cacciare Berlusconi. Eco, quindi, attraversa un momento di lucidità? No, assolutamente no. Dissociarsi da Asor Rosa è una di quelle cose che può essere catalogata sotto la voce “ripicche tra intellettuali”, anche perché, nell’intervista al Manifesto, Umberto Eco ci regala qualche perla.

Per Eco, infatti, chi vota Berlusconi “non vuole pagare le tasse, vuole andare a 150Km/h in autostrada, vuole evitare carabinieri e giudici”. Ah, quanti luoghi comuni. Sempre i soliti. Perché “Berlusconi è un abile e geniale piazzista“, eh sì, e quindi chi lo vota è il solito povero fesso.

Quindi, vista questa situazione, come uscirne? Come guarire da Berlusconi? Umberto Eco ha la soluzione. “Ci vuole una azione più profonda, di persuasione ed educazione”. Eh sì, voti Berlusconi? Allora devi essere rieducato. Cose da pazzi. O da Eco.

Da www.daw-blog.com








venerdì 22 aprile 2011

MACCHINA DEL FANGO DOC.

Ricordate il caso Boffo? Il Giornale era la “macchina del fango”, e al Fatto scrissero migliaia di articoli accusando Feltri di servilismo.
Proprio loro, oggi, usano le stesse armi, lo stesso stile, la stessa pratica.
Contro Remigio Ceroni, il parlamentare che ha proposto la modifica dell’articolo 1 della Costituzione. Su di lui, come il Giornale con Boffo, il Fatto pubblica una denuncia della moglie per molestie.
Ma non chiamatelo fango, il loro è giornalismo. D’inchiesta.

Signori e signore, è ufficiale. La macchina del fango esiste e vale solo a senso unico. Non che non lo sapessimo già, ma adesso almeno ne abbiamo la conferma.

“Ieri picchiava la moglie, oggi riforma la Costituzione”, titola in prima pagina il Fatto di oggi. Un vero e proprio attacco, firmato da Sandra Amurri, al parlamentare del Pdl Remigio Ceroni, semisconosciuto esponente azzurro balzato agli onori della cronaca per aver proposto addirittura la modifica dell’articolo 1 della nostra Carta.
 Nel pezzo, la Amurri (colei che ad ottobre in collegamento con “L’Ultima Parola” criticava la pressante presenza dei media ad Avetrana, da Avetrana) fa riferimento ad una vecchia denuncia per percosse a carico del coordinatore regionale marchigiano che, sicuramente, non sarebbe mai venuta fuori se il buon Remigio non si fosse lanciato giorni fa in quell’azzardata iniziativa.
Loro, difensori a spada tratta di Boffo, Marcegaglia, Fini e cognato; loro che puntualmente accusano di servilismo i cosiddetti segugi che indagano sugli avversari del Premier; loro che si affidavano ai monologhi di Saviano per rivendicare l’orgogliosa diversità giornalistica; ebbene proprio loro oggi usano le stesse armi, lo stesso stile, la stessa pratica.
Moralismo ipocrita di chi vive perennemente sul piedistallo. Un piedistallo da cui dovrebbero scendere. Di corsa.

Da www.daw-blog.com

venerdì 15 aprile 2011

NESSUNA FUGA DI NOTIZIE, QUESTA VOLTA. ANZI, SILENZIO ASSOLUTO !

Ma come mai Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione e nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV, sempre pronti a guardare nel letto dei politici, ne ha fatto cenno?

Queste le motivazioni di condanna espresse dalla Corte a carico del Prof. Prodi:

1 - aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate;

2 - aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l’onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni;

3 - aver tentato di ostacolare la giustizia.

I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L’inchiesta è iniziata per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi.
È cominciato così il rimbalzo delle responsabilità, nonché la "fughe di notizie" – questo afferma la sentenza – depistate verso giornali amici. Proprio per la paura di rivangare anche questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma), Prodi ha pensato bene, da far suo, di chiudere con un colpo di mano gli Istituti, ma, non avendo elementi per mandare a spasso un migliaio di persone li ha destituiti tutti dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla fino alla pensione! In Italia questi si sarebbero trovati un secondo lavoro, e comunque tutti a ringraziare il benefattore che paga senza far fare niente; ma all'estero, qualcuno dal senso civico sviluppato e con un sano amor proprio, si sente discriminato e sottostimato... e si lamenta.
Col suo modo di fare credeva di passarla franca, padroncino anche all’estero, ma, fortunatamente, da quelle parti sanno bacchettare le mani come agli studentelli presi con le mani nella marmellata, anche se si tratta di Professoroni.

Articolo di Roberto Pepe - Italia chiama Italia

giovedì 14 aprile 2011

ATTENTI ! C'E' UNA SINISTRA CHE INCORAGGIA IL GOLPE.

Sono cento righe intrise di attacchi al governo e di analisi pessimistiche che più pessimistiche non si può e che si concludono con una ricetta che supera tutte quelle proposte fino a oggi dall’opposizione per abbattere il premier. Ciò che invocava ieri sul «Manifesto» lo storico di sinistra Alberto Asor Rosa è nientepopodimeno che un colpo di Stato, attuato con la collaborazione di carabinieri e polizia. Una minaccia alla quale ieri sera Giuliano Ferrara ha dedicato il suo «Radio Londra». Pronta la controreplica di Asor Rosa: «Faccio appello alle forze sane dello Stato perché evitino la crisi verticale della democrazia».
C’è chi pro­pone di fare un colpo di Stato contro il gover­no eletto, il go­verno eletto da­gli italiani, il go­verno Berlusco­ni.
Si chiama Al­berto Asor Rosa, è stato deputato della sinistra e professore universi­tario. Negli anni Settanta militava, diciamo, in quelle tendenze di pen­siero alla Toni Negri contigue cul­turalmente al terrorismo italiano. Ecco che cosa ha scritto sul quoti­diano comunista il manifesto di og­gi, , perché non vorrei che poi si di­cesse che io mi invento le cose che dico: «Ciò cui io penso è una prova di forza che, con l’autorevolezza e le ragioni... eccetera, scenda dal­­l’alto, instaura quello che io defini­rei un normale “stato di emergenza”, si avvale più che di manifestanti generosi, dei carabinieri e della polizia di Stato, congela le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari...» eccetera eccetera eccetera. Insomma, un colpo di Stato in piena regola contro il governo eletto dagli italiani.
Siamo finalmente alla piena, diciamo dispiegata chiarezza di un progetto politico che molti altri editorialisti, questa volta di Repubblica , avevano già definito anche nella famosa assemblea del Palasharp, dove un ragazzino di tredici anni fu convocato a recitare la litania dell’odio contro l’arcinemico. Che cosa dicono costoro? Dicono che siccome lui, Berlusconi, ha rimbecillito gli italiani con le televisioni, siccome con i voti non credono di essere in grado di batterlo alle elezioni, siccome in Parlamento non c’è una maggioranza alternativa e invece di lavorare per trovare una maggioranza alternativa nel Paese e nel Parlamento e varare un governo come sono stati i due governi Prodi - Prodi ha battuto due volte Berlusconi, no? - , bisogna fare qualcosa di extra istituzionale. E Asor Rosa, il professor Asor Rosa, quest’uomo con questi baffi sicuri di sé e questa prosa non proprio elegantissima, dice che cosa bisogna fare: un golpe con i carabinieri e la polizia di Stato,che venga dal-l’alto contro il basso popolo incapace di capire come stanno le cose.
Un golpe delle élite , un golpe favorito dagli intellettuali e dalle loro idee. Un golpe che, diciamo, sarebbe un esproprio di sovranità ai danni del popolo italiano. Guardate che non sto scherzando, Asor Rosa non è un passante, ripeto, è stato un dirigente po-litico della sinistra, fa parte diciamo di quella che potremmo definire la cricca Scalfari, cioè il gruppo di potere editoriale e, se posso consentirmi, lobbistico che in simbiosi con i magistrati cerca, non di portare Berlusconi ai processi, ma di abbattere Berlusconi in quanto capo politico del governo.L’Italia è una democrazia regolare, tra poco vedremo una partita e vogliamo stare tutti tranquilli e andare a dormire tranquilli, però c’è chi lavora per un colpo di Stato.

domenica 10 aprile 2011

FINI RIMANE SEMPRE UN FASCISTA !

In occasione di una seduta della Camera alcune settimane fa si è verificato un episodio che ritengo grave e inedito. Mentre i deputati si accingevano a raggiungere i loro posti per votare, l’onorevole Bindi, che presiedeva, ha dichiarato chiusa la votazione. Dato che moltissimi deputati di maggioranza non avevano ancora raggiunto il loro posto e non poterono votare, la mozione appoggiata dalla minoranza fu approvata. La maggioranza dei presenti in aula era contraria ma, dal momento che molti di loro non riuscirono a votare, vinse la minoranza. Alle proteste della maggioranza, l’onorevole Bindi replicò che aveva atteso ben cinquantuno secondi prima di chiudere la votazione.

Ora, non esiste alcun limite all’intervallo che separa l’apertura della votazione dalla sua chiusura mentre esiste un dovere anche se non scritto del presidente di consentire a tutti i deputati presenti di votare. Non basta: in nessun Parlamento di questo mondo è considerato accettabile che prevalga il volere di una minoranza dei presenti. La decisione della Bindi, quindi, mi sembrò grave e decisi di intervenire. Non essendo riuscito a farlo subito, lo feci l’indomani dopo che il presidente Fini ci informò che la votazione non poteva essere ripetuta (confermando così che a suo parere la decisione della vicepresidentessa Bindi fosse sbagliata). Alle mie rimostranze replicò che sarebbe stato ancora più inusuale (di quanto fosse stata la decisione della Bindi) ripetere la votazione.

Anche se le posizioni politiche di Rosy Bindi sono molto diverse dalle mie, non sono certo che la sua decisione sia stata dolosa, consapevolmente volta a falsare l’esito del voto, facendo prevalere la sua parte politica con la repentina chiusura della votazione. L’onorevole Bindi sa essere partigiana decisa e faziosa, ma non ho memoria di sue intenzionali scorrettezze.

Quell’allucinante copione si è ripetuto in forma ancor più deplorevole quando il presidente della Camera ha chiuso la votazione mentre molti deputati, compresi due ministri, avevano già raggiunto la loro postazione e stavano per inserire la tessera! Nel primo caso il dubbio sull’intenzionalità della decisione è possibile, in questo secondo caso certamente no. Fini ha deliberatamente impedito alla maggioranza dei deputati presenti di esprimere il suo parere e lo ha persino fatto «in zona Cesarini», quando molte tessere erano già state inserite! L’uomo (se mi si perdona l’esagerazione) che aveva stigmatizzato l’operato di Rosy Bindi si è comportato molto peggio di lei.

Il mio amico Achille Occhetto sosteneva che «D’Alema non è più di sinistra, ma è sempre comunista»! Parafrasandolo, sono convinto che Fini non è più di destra, ma è sempre fascista. Ora posso dirlo con tranquilla coscienza; nel 1994 dovetti sudare le proverbiali sette camicie per convincere le cancellerie di mezzo mondo del contrario.

Quando andai a incontrare Douglas Hurd, ministro degli Esteri britannico, davanti al suo ufficio stazionava una mezza dozzina di membri della anti-nazi league che mi apostrofò come «collaborator» (collaborazionista, Quisling). Il viceministro degli Esteri israeliano, Beilin, sostenne che Israele avrebbe dovuto rompere i rapporti diplomatici con l’Italia dove erano tornati i fascisti. Per fortuna, Shimon Perez, ministro degli Esteri d’Israele, liquidò la tesi di Beilin con la lapidaria constatazione: «Ci sarà pure una ragione per cui sopra un viceministro c’è sempre un ministro»!

I giornali di mezzo mondo si dilungarono sul ritorno di Mussolini (la nipote del Duce) e un’intera sessione dell’Assemblea parlamentare della Csce (di cui l’Italia era presidente di turno) venne dedicata a domande sul ritorno del fascismo al governo dell’Italia. Riuscii a rassicurarli sostenendo che An era differente dal Msi che, a sua volta, era cosa assai diversa dal Pnf. Riuscii anche ad appianare le difficoltà nei rapporti con le maggiori associazioni ebraiche degli Usa. Il loro presidente dichiarò alla stampa che il nostro sarebbe stato il governo italiano più amico d’Israele.

Non mi pento di aver fatto tutto questo perché non per Fini ma per l’Italia ho ritenuto di doverlo fare. Oggi, tuttavia, m’indigna che ne abbia beneficiato anche Fini, che non ha mai tradito per la semplice ragione che non ha mai creduto in ciò che ha sostenuto. Mussolini forse poteva anche essere ritenuto «il più grande statista del XX secolo» ma non da chi fosse convinto che il fascismo fosse stato un «male assoluto».

Ciò che mi resta assolutamente incomprensibile è come a Fini si siano accodate persone per bene e di opinioni chiare anche se diverse: Benedetto Della Vedova, libertario e radicale, Angela Napoli, giustizialista fascista, Giuseppe Consolo, grande penalista liberalconservatore, Nino Lo Presti, liberale di destra, e altri. Non credo siano stati mossi da opportunismo, si sono imbarcati su una nave che affonda, né per il carisma del leader, che non esiste. Ma una cosa è certa: consentirgli di restare alla presidenza della Camera è un oltraggio al Parlamento, alla democrazia, all’Italia.

sabato 9 aprile 2011

V E R G O G N A !

C’è la crisi. L’opposizione dice che va tutto male. Gli italiani, ci dicono, non arrivano alla terza settimana del mese. Anzi, forse alla seconda. Le famiglie non hanno i soldi per comprare il latte ai propri bimbi. E’ un dramma incredibile.

E infatti, alla Camera è stata depositata una proposta di legge, primo firmatario Ugo Sposetti del Partito Democratico (ma poi ha raccolto altre firme bipartizan), per aumentare i rimborsi elettorali ai partiti.

Vuole 345 milioni di euro, da destinare a tutti i partiti che hanno superato l’1 per cento all’elezioni. Perchè per Sposetti i soldi ai partiti non sono abbastanza: “dire che sono troppi significa tagliare i soldi ai partiti“. E lui non ci sta. In effetti, per le sole elezioni del 2008, il Partito Democratico ha ricevuto “soltanto” 180.000.000 di euro di rimborso (Il PdL 206, la Lega 41, Di Pietro 22, l’Udc 25. E pensate, il Movimento per l’Autonomia di Lombardo ben 5 milioni. Il Psi 2,5). Sono spiccioli, se ci pensate bene….

Ma la motivazione di questa proposta ha dell’incredibile. Perché il Pd vuole aumentare i rimborsi elettorali? Risponde sempre Sposetti: “Per battere Berlusconi, altrimenti ce lo teniamo altri 20 anni, l’imprenditore miliardario”. Ah.

venerdì 8 aprile 2011

FINALMENTE HANNO SCELTO DA CHE PARTE STARE
E LO CHIAMANO IL "VERO CENTRO DESTRA"
SEMBRA PIU' IL VOLTO NUOVO DEL CENTRO SINISTRA
COMUNISTI E FASCISTI INSIEME